Educazione alla mobilità sostenibile: il bici park.

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Educazione alla mobilità sostenibile e bici park.

Da molti ci viene riconosciuto il merito di aver portato in strada, grazie alle nostre biciclettate, persone che altrimenti non avrebbero mai preso la bicicletta. Gli stessi ci suggeriscono però di “educare” i molti ciclisti che non rispettano il codice della strada. Sono accusati di andare spesso in controsenso, di non tenere conto degli stop, di pedalare sui marciapiedi e di commettere altre infrazioni.

Considerando che buona parte di questi ciclisti urbani possiede la patente, per ciclomotori (14 anni) o per l’auto (18 anni) e che quindi è già stata “educata” al C.d.S., la nostra idea è che non solo bisogna educare al rispetto del C.d.S (già previsto per legge) ma è necessario soprattutto educare alla mobilità (per noi intesa sempre come mobilità sostenibile), all’interazione con le altre persone e con gli altri mezzi che condividono la strada, al rispetto della propria città, cominciando con i bambini delle scuole elementari e i ragazzi delle medie, proprio come un gioco.  Un progetto serio e consapevole parte da qui.

 

educazione mobilità

Polizia Municipale che illustra ai bambini i segnali stradali.

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In questa immagine un esponente della Polizia Municipale di Marcianise illustra ai bambini i segnali stradali precedentemente disegnati e colorati da loro stessi (Ciclofficina in piazza – 2016)

Il bici park di Copenaghen

Lo stesso progetto è presente nelle scuole danesi già dal 1947 e ha visto nel 1974 la nascita a Copenaghen -perchè sempre qui?- di un parco giochi di educazione alla mobilità sostenibile.

bici park a Copenaghen

 

 

 

 

Nella città sono simulati, in miniatura, veri e proprio incontri con semafori e passaggi pedonali. Il parco è una mini città con strade a misura di bambino, con segnali stradali, semafori, passaggi pedonali, marciapiedi, percorsi ciclabili, una rotonda, fermate di autobus e persino un benzinaio. Ci si può andare con la propria bici, indossando pattini, con il proprio monopattino, triciclo, oppure prendendo in prestito una bici o un go-cart. Tutto questo è stato creato perché i bambini, all’interno del parco protetto, possano identificarsi sia come ciclista, sia come pedone e sia come automobilista, tutte figure che condividono la strada in città. Ovviamente ci sono ciclofficine e aule laboratorio per l’apprendimento.

La simulazione di una città

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E’ anche un luogo di incontro per scuole e famiglie. Essenziale per un bambino è cominciare ad affrontare le rotonde, sappiamo bene come nelle nostre città è difficile attraversarle in bicicletta. In una città danese questo percorso formativo è essenziale, visto che già a sei anni i bambini cominciano ad andare a scuola in bici, mentre qui da noi, a Marcianise, molti bambini a sei anni conoscono più il volante del SUV dei genitori, magari seduti proprio sulle ginocchia del conducente,  che un manubrio di un bicicletta. Questo approccio all’educazione della mobilità sostenibile richiede da parte degli operatori tanta passione e dedizione nel lavoro con i bambini. Per migliorare la mobilità serve soprattutto una progettualità a medio e lungo termine che il più delle volte latita nelle nostre latitudini.

Un altra didascalia

 

 

 

 

 

 

 

Un esempio di progetto educativo ben riuscito è rappresentato dal Bici Park di Nocera InferioreGrazie agli amici della FIAB locale, nella cittadina campana si stanno sperimentando attività che conservano le stesse caratteristiche e finalità presenti nel parco di Copenaghen.

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Bravi e in bocca al lupo!

Fonte

Copenhagenize Design Co.
Piombinoinbici
Fiab Nocera

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