L’infortunio in itinere anche in bici, finalmente.

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La bicicletta mette le ali.
Approvato il collegato ambientale con l’introduzione dell’infortunio in itinere anche in bici.

Ieri sera (22 Dicembre) è stato finalmente approvato, in via definitiva, il collegato ambientale alla legge di stabilità 2014. E’ un traguardo importante per chi si muove in bicicletta poiché introduce importi novità in merito alla mobilità ciclistica.

La conquista più importante è stato il riconoscimento INAIL dell’infortunio in itinere anche per chi si reca a lavoro in bicicletta. Nel caso degli spostamenti casa-lavoro-casa, la bicicletta veniva considerata dalla legge il rimedio estremo in mancanza di altri mezzi di trasporto. Un lavoratore che subiva un incidente mentre si recava al lavoro, doveva dimostrare che non esistevano altri mezzi al di fuori della bicicletta per recarsi sul posto di lavoro, altrimenti non poteva godere della copertura INAIL per l’infortunio in itinere. Questa è una battaglia storica da sempre combattuta dalla FIAB e che tra poco diventerà realtà.

Sono stati stanziati inoltre 35 milioni di euro per lo sviluppo di iniziative quali il bike to work e il bike to school. Si incentivano così iniziative come il bicibus, il piedibus e altre simili per i comuni che abbiano realizzato un PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) ma, purtroppo per Marcianise che ha 40.000 abitanti, con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti. Ci sarà anche spazio per incentivare l’uso quotidiano della bicicletta grazie a buoni ed incentivi per chi lascia l’auto a casa a favore della mobilità sostenibile, così come sta accadendo in Francia e in Italia nel Comune di Massarosa.

Tante altre novità interessanti in questo “collegato ambientale” che dimostrano come l’Italia, grazie anche al lavoro svolto dall’Intergruppo Parlamentare Mobilità Nuova Ciclistica, coordinato dall’onorevole Paolo Gandolfi, può diventare un grande Paese lanciato verso un futuro sempre più pulito, felice e in salute.

Tutto questo è stato possibile grazie anche al lavoro svolto in questi anni dalla FIAB, da chi da anni sta sempre dalla parte di chi pedala ogni giorno.

Il testo della legge qui.

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