La Zona 30. Progettazione e condivisione.

0

La zona 30. Cos’è?

La zona 30 rappresenta una riqualificazione a basso impatto che si propone di ridisegnare un’area cittadina per restituire lo spazio pubblico, più sicuro e vivibile, alle persone. E’ una convivenza tra i diversi utenti della strada che permette una maggiore fruibilità dell’ambiente urbano con una maggiore sicurezza stradale nell’intera area. La sua pianificazione influisce sui comportamenti di guida, con azioni di traffic calming, e risponde alla domanda di maggiore multifunzionalità della viabilità urbana, che con la diffusione della motorizzazione privata è diventata quasi esclusivamente dedicata alle automobili.

traffic calming

Strada interessata da azioni di “traffic calming”

A cosa serve.

Sicurezza, multifunzionalità e miglioramento della qualità ambientale, passando necessariamente da un ripensamento del disegno dello spazio pubblico per un riequilibrio multifunzionale della viabilità urbana, secondo i dettami dell’Universal Design.

Exhibition Road a South Kensington, esempio di strada condivisa.

Exhibition Road a South Kensington, Londra.

Un esempio di strada condivisa (shared road) è l’Exhibition Road a South Kensington, Londra.
Strada che è stata riprogettata secondo i principi dell’Universal Design. Ambiente accessibile a qualsiasi persona nel quale pedoni, automobilisti e ciclisti convivono senza marciapiedi o cordoli.

Cosa non fare.

E’ inutile e controproducente istituire un’unica “zona 30” su tutto il territorio, soprattutto quando si incorporano in essa anche le strade di collegamento tra quartieri o altre città.

Risulta molto difficile per i veicoli motorizzati rispettare il limite di 30 Km/h. In questo modo non si fa altro che favorire l’indifferenza al limite di velocità e sfiduciare chi vede nella zona 30 una collaborazione sociale per avere strade condivise e sicure.

Cosa fare.

strasburgo

Le esperienze europee insegnano che è necessario che le azioni di traffic calming siano condivise e sostenute dalla comunità locale e da tutti coloro che utilizzano le strade, coinvolgendo la popolazione attraverso la progettazione partecipata.

Bisognarebbe limitare le zone 30, renderle visibili con adeguata segnaletica verticale e orizzontale,  dividendole tra loro da strade interzonali o di attraversamento, comprendendo però in esse le attività e funzioni ad alta utenza di pedoni, ciclisti, anziani, bambini.

La zona 30 dovrà essere inclusa in sistema della mobilità comunale che parte da un più generale Piano Urbano della Mobilità affinchè il progetto non scarichi i problemi di traffico su altre zone della città o su altre tipologie di utenti.

Stoccarda

Ridisegnare la città.

Leicester

L’attuale disegno delle nostre città non garantisce la sicurezza agli utenti deboli della strada e anche per questo va ripensato nel suo sistema di mobilità.

In Italia solo il 7% dei bambini vannoa scuola da soli, percentuale che sale al 40% in Germania e Inghilterra. Ed è all’interno della zona 30 che questa percentuale può crescere, perché non sarà più il pedone ad attraversare la strada, ma l’automobile che sta attraversando una strada condivisa, un percorso pedonale. Non è l’automobilista ad aver fretta, ma il pedone o il ciclista ad aver diritto alla sicurezza.

E’ un design che prevede una continuità della rete dei percorsi che portano a scuola, a lavoro, negli uffici pubblici attraverso anche le tecniche di moderazione del traffico che inducono il conducente motorizzato a mantenere una velocità nei margini di sicurezza.

Massa Marmocchi Milano.

Massa Marmocchi Milano.

Coinvolgere i cittadini.

I cittadini vanno necessariamente coinvolti, con un’azione di educazione civica ma soprattutto nella discussione e progettazione della zona 30. La zona 30, oltre a influire sul traffic calming, cambia lo stile di vita di una comunità per cui è necessario che questa non solo venga a conoscenza di quello che sta accadendo, ma che sia soprattutto partecipe dell’intero progetto con iniziative sistematiche che perdurino nel tempo: incontri pubblici, tavole rotonde, giornate della mobilità sostenibile, sperimentazioni.

Via Ariosto, Reggio Emilia. Incontro con la popolazione per una zona 30.

Via Ariosto, Reggio Emilia. Incontro con la popolazione per una zona 30.

Fonte
Zone 30 FIAB
Linee guida Regione Piemonte
La moderazione del traffico. Quaderno tecnici del Centro Studio FIAB “Riccardo Gallimbeni”a cura di Marco Passigato
Matteo Dondè – Sperimentazione di quartieri a 30 km/h
Massamarmocchi Milano
Via Ariosto Urban Renaissance

Share.

About Author

Leave A Reply